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(traduzione di Aki IZ0MVN)
Vedere anche: Lancio
di una radiosoda - Il radiosondaggio
- Calcolo delle previsioni -
Inviluppo -
I cacciatori di radiosonda devono
conoscere perfettamente lo svolgimento del volo di una radiosonda.
Può, anche, verificarsi che egli segua le previsioni e
le corregga se ne sente la necessità.
Un volo standard si compone di due fasi principali: la salita
(in giallo, sulla figura a lato) e la discesa (in rosso). Esso
è generalmente preceduto da una sessione di calibrazione
che dura una decina di minuti (v. lancio
di una radiosonda)
Fase di ascesa
La sua durata è determinata da due fattori: la velocità
di salita e la quota di scoppio del pallone.
Velocità di salita
La forza ascensionale che spinge il pallone verso l'alto deriva
dal principio di Archimede: la massa d'aria corrispondente al
volume del pallone è maggiore della massa di elio che lui
racchiude. Dal momento che la massa volumica dell'aria e quella
dell'elio sono note, è facile calcolare questa forza.
La massa che il pallone deve sollevare è la somma delle
masse di:
- involucro;
- paracadute (e riflettore radar, se presente);
- contenitore della radiosonda e sua pila;
- cordicella;
Il totale può raggiungere 2 kg per una Meteolabor
SRS-PTU di cui il solo contenitore pesa 500g.
L'accelerazione, risultante dall'applicazione della forza ascensionale,
impressa alla massa da sollevare fornisce a quest'ultima una velocità
che andrebbe crescendo se la resistenza dell'aria non gli si opponesse.
Un equilibrio tra le due forze, la spinta di Archimede e la resistenza
dell'aria, si raggiunge molto rapidamente e la velocità
si stabilizza intorno a qualche metro al secondo. Il gonfiaggio
del pallone è tarato in modo da ottebere una velocità
di salita di circa 5 m/s (si parla piuttosto di 300m/minuto).
Questa velocità è quasi costante durante tutta la
salita poiché, se la pressione e la densità dell'aria
diminuiscono con l'altitudine, il volume del pallone, di cui l'involucro
è elastico, aumenta; così, la forza ascensionale
e la resistenza dell'aria continuano a compensarsi.
Quota di scoppio
Per un pallone chiuso,
da cui l'elio non può sfuggire, il diametro dell'involucro
aumenta fino a un punto in cui viene superata la resistenza massima
della pellicola di latex. Questa cede ed il pallone scoppia. Una
serie di fotografie estratte dal film realizzato sul pallone
di Franche-Comté del 2002 mostra il cedimento dell'involucro
e la sua riduzione in brandelli.
La quota di scoppio dipende dalla resistenza dell'involucro e
dal modo in cui il pallone viene gonfiato in partenza. Troppo
gonfio: si rischia uno scoppio anticipato; poco gonfio: si rischia
di non farlo salire a suffficienza e di mandarlo alla deriva fino
a quando le perdite di elio non lo faranno ridiscendere dolcemente
verso il suolo.
Nel caso delle radiosonde lo scopo è di raggiungere l'altitudine
desiderata, senza che il pallone derivi troppo e poi ricada molto
presto. Per i palloni "scuola", l'obiettivo è
di recuperare la carlinga al più presto e vicino al luogo
di lancio.
L'altitudine di scoppio è compresa tra 10 e 35 km di quota
e dipende dalla stazione di radiosondaggio. Per essere sicuri
che la RS superi la tropopausa, viene previsto un margine di sicurezza.
Questi dati sono essenziali per stabilire una previsione
Scoppio
Quando i venti a quote
molto alte (>16000 m., pressione <100 hPa) sono relativamente
deboli, la deriva del pallone si stabilizza ed esso può
stazionare per più di un quarto d'ora sulla stessa verticale,
continuando a salire. Questo punto è importante poiché
può aiutare a verificare la conformità del volo
con la previsione stabilita.
L'istante dello scoppio non è sempre facile da riconoscere
ascoltando il segnale. L'ampiezza e la modulazione del segnale,
che erano relativamente stabili, possono cambiare:
- talvolta, piccole e brusche variazioni di frequenza;
- polarizzazione dell'onda ricevuta che diviene qualunque, essendo
la sonda sballottata sotto il suo paracadute, se ne ha uno;
- variazioni profonde e molto rapide dell'ampiezza del segnale.
Per il cacciatore di radiosonde è il momento di prepararsi
all'inseguimento.
Fase di discesa
La durata
della discesa dipende dalla quota di scoppio e dalla velocità
di caduta.
La quota di scoppio è generalmente quasi costante ma essa
può essere accidentalmente molto più bassa della
media abituale se l'involucro presenta un difetto, per esempio.
La velocità verticale della RS (Uw en m/s) non può
essere prevista con grande affidabilità poiché dipende
essenzialmente dal comportamento del paracadute. Poco dopo lo
scoppio, la velocità è molto alta a causa della
bassa densità dell'aria ad alta quota. Sulla figura a lato,
essa si stabilizza, in seguito, nel giro di 15min all'incirca
a 5m/s.
L'istante dell'atterraggio non è sempre identificabile
con certezza; lo si può presumere se:
- il segnale sparisce completamente e lo si ritrovi stabile dopo
essersi spostati di molti chilometri.
- il segnale cambia repentinamente frequenza (per le RS a oscillatore
libero: Sippican, RS92KL, SRS) e, ritrovandolo, resta molto stabile.
-sono passate più di 3 ore e il segnale è molto
costante.
Volo standard
Non esiste un volo standard ma, a titolo di esempio, si può
descrivere un volo medio basato su un calcolo. In grassetto:
la quota di scoppio.
Si vede che la durata della caduta è press'a poco la metà
di quella di salita: è un ordine di grandezza, non una
regola assoluta, poiché la velocità di caduta dipende
molto dalla presenza di un paracadute, dal suo funzionamento e,
soprattutto, dai resti d'involucro non dispersi.
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| Ora | H (m) | Ora | H (m) | |
| 0:00 | 0 | 1:50 | 23978 | |
| 0:10 | 2712 | 1:52 | 20664 | |
| 0:20 | 5319 | 1:56 | 16200 | |
| 0:29 | 7904 | 2:03 | 11637 | |
| 0:49 | 13547 | 2:10 | 7904 | |
| 1:05 | 17980 | 2:15 | 6103 | |
| 1:24 | 23978 | 2:20 | 4597 | |
| 1:47 | 30692 | 2:28 | 2159 | |
| 2:31 | 1138 | |||
| 2:35 | 0 | |||