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di Diego - IW1GIS
E' passato quasi un
mese da quando il lanciatore di Cuneo è passato dalle RS92
alle RS41 e in tutto questo tempo la curiosità per il nuovo
modello non ha fatto che aumentare.
Specialmente dopo quello che è capitato due settimane
fa, quando la sonda partita da Levaldigi ha puntato dritto verso
il mio QTH, si è fermata esattamente sopra
e li
è restata salendo in verticale fino a 31000m. Dopo lo
scoppio è restata nella stessa posizione fino a 19000m
per poi ripartire a tutta velocità e cadere nel mar mediterraneo.
Ma questa storia è differente, e comincia sabato
notte, ascoltando il lancio di Cuneo Levaldigi del 03 giugno 2017
- 00Z.
Anzi non ascoltando nulla, perché a 60 minuti
dal lancio non vi era alcun segnale sui 402.800MHz.
Uno dei vantaggi offerti dall'utilizzo delle nuove
radio SDR è quello di poter controllare contemporaneamente
una gran quantità di frequenze, e questo mi ha permesso
di notare un segnale molto basso a 402.600 MHz che ho provato
a seguire.
Sondemonitor mi ha prontamente confermato una RS41
ma con frequenza di trasmissione 405.000MHz; risintonizzata la
radio sui 405 MHz ho ottenuto un segnale pieno.
La direzione della sonda era favorevole al mio QTH.
A quota 31857m ed ore 02.00 il pallone è scoppiato
attivando il timer del burst-killer: il conto alla rovescia di
8 ore e 30 minuti era appena iniziato.
Ho avuto la fortuna di poter seguire tutto il volo
fino al punto di atterraggio a quota 1276 m, su una montagna molto
vicina a casa mia.
Il mio paese si trova abbastanza vicino al mare, ma è circondato da montagne (Alpi Marittime) con dislivelli che superano tranquillamente i mille metri; questo significa che una distanza breve in linea d'aria può diventare qualcosa di molto complicato, come in questo caso.
Trovato il punto di impatto ho tracciato la strada più breve per raggiungerlo e poi (ore 03:00).... sono andato a dormire. Impossibile muoversi col buio su quel tipo di terreno.
Al risveglio, poche ore dopo, ho verificato che la sonda trasmettesse ancora (lo faceva); ho preparato l'attrezzatura da escursionismo, antenne, radio e tutto il resto e siamo partiti (siamo perché nelle escursioni di questo tipo è sempre bene non essere da soli).
Il punto di atterraggio non era propriamente agevole (non dico altro....) e per raggiungerlo ci abbiamo impiegato più tempo del previsto.
Durante il tragitto ho continuato a monitorare la sonda e alle 10.30 esatte (ovvero 8 ore e mezza dallo scoppio del pallone) la sonda ha smesso di trasmettere spegnendosi.
Purtroppo in quel momento eravamo distanti ancora 200 metri dal punto di impatto teorico e quindi, abbiamo dovuto affidarci esclusivamente alla posizione GPS che si è comunque rivelata molto precisa.
In conclusione,
dopo una notte quasi insonne ed una camminata impegnativa di 9
Km questo è il risultato.
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