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di Achille De Santis, IZ0MVN
Vedere anche: - Antenna
a quarto d'onda a base magnetica - Antenne
utilizzabili su 403 MHz - Veicolare
omni e direttiva a base magnetica -
Qualche anno fa ho realizzato un'antenna J-pole per le VHF/UHF.
Partendo da questa realizzazione, ormai collaudata anche in trasmissione,
ho voluto provarne un esemplare anche sulla gamma radiosonde,
ritoccandone leggermente le dimensioni per adattarla a questa
gamma. L'antenna è ottima da stazione fissa ma, date le
dimensioni, ne è possibile anche il trasporto per l'uso
in giornate da campo, sistemata su un palo di qualche metro. Il
tutto viene realizzato con trafilato, barretta in alluminio e
pochi accessori, reperibili presso i negozi di fai-da-te e nei
negozi di materiali elettrici.
Vantaggi e svantaggi di questa
antenna, per l'uso in gamma radiosonde, si possono riassumere
così:
Vantaggi :
- stilo galvanicamente in corto-circuito,
- discreto guadagno,
- assenza di un isolatore di base,
- buona robustezza;
Svantaggi :
- necessita di un po' di pazienza nella taratura,
- basso angolo di lancio (che fa prediligere i segnali all'orizzonte
piuttosto che quelli zenitali).
Alla fine del lavoro, l'antenna ha un aspetto decoroso e risulta
perfettamente sintonizzata sul centro-banda di 403 MHz con una
impedenza di 50 Ohm nel punto di alimentazione senza uso di simmetrizzatore;
risulta versatile ed interessante per l'ascolto in scansione sulla
banda radiosonde, prima di passare all'ascolto selettivo con antenna
direttiva. In figura 1 è visibile la realizzazione di una
bi-banda, 145/403 MHz, comoda perché permette contemporaneamente
l'ascolto delle radiosonde e la rice-trasmissione sulla frequenza
monitor di 145.550 MHz.
Analisi
La J-pole è un'antenna a mezza onda con un adattatore a
quarto d'onda alla base. Ne risulta una lunghezza pari a ¾
?. Se per la bi-banda si adotta una costruzione co-lineare la
lunghezza resta pari a ¾ d'onda alla frequenza più
bassa, cioè sui 145 MHz. La sezione in alto sarà
dedicata alle radiosonde, quella in basso sarà per i 145
MHz. Per l'alimentazione io ho usato due cavi coassiali distinti
e separati ma, considerate le frequenze di lavoro, sarebbe anche
possibile usare un solo cavo di discesa; io non ho provato questa
soluzione ma vi esorto a farlo ed a comunicarne i risultati.
Realizzazione
Per la costruzione meccanica ci si può riferire alle foto,
dove sono evidenziati i particolari dei giunti ad L, del supporto
isolante dello "stub" e del punto di alimentazione,
dove sarebbe meglio inserire un piccolo "passante" isolato,
per evitare infiltrazioni d'acqua. Analogamente per il punto di
alimentazione; se decidete di utilizzare un connettore N o VHF,
usate una piastrina isolante in mylar, per evitare infiltrazioni
d'acqua. Alla base, prevedete un piccolo foro di scarico per la
condensa oppure lasciate aperta la base stessa. Se prevedete di
usare tubi di piccola sezione evitate di forarli per inserirvi
i perni passanti: l'RG58 non passerà più e, nel
caso, dovrete usare l'RG174 (v. fig. 2). Potete usare delle piccole
crociere esterne. Le crociere da me usate sono in acciaio, di
provenienza surplus ma sembrano fatte proprio per questo uso v.
fig. 2, 3, 4). Gli isolatori dello stub sono stati fatti al tornio
ma è possibile trovare soluzioni diverse; basta un pezzo
di Plexiglass, di Perspex o altro PVC. L'importante è che
sia adatto per alta frequenza, non assorba umidità e mantenga
le sue caratteristiche di buon isolante. Se non avete un negozio
di PVC nelle vicinanze provate dagli artigiani di insegne luminose;
sono una buona fonte di piccoli sfridi adatti allo scopo.
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| Figura 2: l'alimentazione. | Figura 3: la sezione 145 MHz. | Figura 4: la sezione radiosonde. |
- 1 trafilato in alluminio da 2
metri, meglio se a sezione quadrata 10x10 o 20x20 mm per un facile
accoppiamento con il connettore N; Misure e Collaudo
- Analizzatore di spettro Promax AE476
- trasmettitore a bassa potenza (100 mW) in gamma utile
- ROS/Watt-metro VHF/UHF.
Misure effettuate in polarizzazione verticale.
Si analizza inizialmente il diagramma spettrale di risposta in
frequenza; successivamente si potrebbe provare l'onda diretta
e riflessa con un TX a bassissima potenza e ROS/Wattmetro, solo
per verificare l'adattamento di impedenza. In alternativa si può
usare un analizzatore vettoriale.
Le lunghezze variano leggermente in rapporto al materiale usato
ed alla sua sezione.