Succede a volte, durante una decodifica, di constatare che la
velocità di caduta dopo culminazione sia eccezionalmente
bassa: qualche metro al secondo invece di qualche decina di metri
al secondo. La discesa non finisce mai e, per poco che i venti
siano forti in quota, la radiosonda batterà un record di
distanza. Il pallone avrà forti possibilità di essere
intatto al suo ritrovamento, per quanto fortemente sgonfio, come
quelli dei due esempi qui sotto.
M2K2 di Nîmes ritrovata
a Courthézon (84) da Bertrand F5IHP
M2K2 di Trappes ricaduta a
Raveau (58) (f. Didier F5SNV)
Spiegazioni
La velocità di salita di
un pallone è praticamente costante per le ragioni sviluppate
nelle pagine: Variazioni della velocità
di salita di un pallone-sonda e Variazione
del volume di un pallone in funzione dell'altitudine. Il pallone
si dilata e il suo diametro aumenta, più o meno proporzionalmente
alla quota, in funzione della natura della sua pellicola che vedrà
il suo spessore ridursi da 0,13mm, prima del gonfiaggio, a meno
di 0,02mm poco prima dello scoppio ma questa dilatazione ha un
limite: la resistenza meccanica del latex.
Abitualmente, lo scoppio è brusco, istantaneo, e non è
preceduto da una fuga notevole di gas. Si trascurano le perdite
di gas attraverso la pellicola quando la salita non dura più
di due ore (in generale un'ora e mezza). Un difetto nella pellicola,
a priori a livello del manicotto poiché la più piccola
puntura di spillo nella parte sottile della pellicola provocherebbe
uno squarcio e uno scoppio prematuro, può portare ad una
fuga lenta di gas. Il pallone vede il suo diametro diminuire,
cosa che riduce la resistenza dell'aria e l'azione frenante, ma
in contropartita perde la sua forza ascensionale e la sua velocità
di salita diminuirà progressivamente fino ad annullarsi.
Il pallone "plana". Possiamo allora assistere a due
scenari diversi:
- la pellicola, sollecitata durante il gonfiaggio e sottoposta
alla radiazione ultravioletta, finisce per scoppiare (v.: Il pallone che scoppia in ritardo).
- la quota raggiunta è inferiore alla quota normale di
scoppio e la pellicola, sospesa, resiste perdendo il suo gas.
Il pallone non scoppia affatto.
Un caso: M10 di Nîmes del 8 luglio 2012
Il volo della M10 di Nîmes del 8 luglio 2012 ore 12Z è
esemplare a vario titolo, per prima cosa perché è
perfettamente rappresentativo dell'argomento di questa pagina
e poi perché è stato oggetto di una collaborazione
amichevole e molto costruttiva che ha permesso, grazie a cinque
log diversi tutti scaturiti da decodifiche effettuate con SondeMonitor
(tre stazioni francesi e due italiane), di ricostruire il volo
completo.
L'operazione, però, non sarebbe stata completa se Roberto
I1BAB e Fer IW1DTU non avessero, con molta ostinazione, ritrovato
la sonda e il suo pallone mezzo-gonfio in un campo di mais vicino
Moretta (Italia).
La foto a lato (di Roberto) mostra Fer che tiene in una mano la
M10 e nell'altra il pallone abbastanza sgonfio. Si comprende la
loro difficoltà nel ritrovare la sonda vedendo l'altezza
del mais e sapendo che il pallone non superava le cime delle spighe
come invece si sperava. Solo grazie al fatto che la sonda emetteva
ancora, 24h più tardi, i due cacciatori hanno potuto localizzarla.
Traiettoria
La salita è durata 1h20' e si è svolta praticamente
in linea retta. Guy, F6EYG, dalla Francia, l'ha persa al momento
di passaggio della frontiera a 8600m e Roberto I1BAB l'ha intercettata
a 5160m quando è stato avvertito dell'arrivo imminente
di una "nîmoise" imprevista.
Sulla curva di sinistra, che rappresenta la quota in funzione
del tempo, i colori della salita e della discesa corrispondono
a quelli utilizzati sulla mappa di destra dove un marcatore, a
freccetta rossa, indica che la sonda si dirigeva verso SW, sul
finire del volo.
Profilo della traiettoria
Il viaggio si è
svolto praticamente in linea retta.
Nota: Un calcolo di traiettoria a posteriori, basato
sul sondaggio realizzato da questa radiosonda, impostando una
velocità di caduta "normale" di 300m/min all'impatto
mostra che il tragitto sarebbe stato di 100km più corto
se lo scoppio del pallone fosse avvenuto.
Analisi del volo
Possiamo considerare che il volo si è svolto in cinque
fasi riportate da A ad E sulle due figure qui sotto.
Fase A: inizio della salita. La velocità
è normale, all'incirca di 5,5m/sec (330m/min);
Fase B: nel giro di 12 minuti di volo, alla
quota di 4000m la velocità di salita passa da 5,5m/sec
a 4m/sec. Il cambiamento è brusco e resta inspiegato. Questa
velocità di 4m/sec diminuirà poi progressivamente
per passare a 3m/sec in 50 minuti. La ragione può essere
la dilatazione del pallone in funzione della quota più
bassa del normale.
Fase C: nuova variazione della velocità
di salita che diminuisce rapidamente a partire da 12000m e si
inverte totalmente per passare da +3 a -3m/s nello spazio di una
ventina di minuti. Una lenta perdita di gas di durata limitata
è l'ipotesi più attendibile.
Fase D: discesa. La velocità di caduta
è diminuita lentamente in valore assoluto nel corso di
tutta questa fase. Questa variazione è coerente con la
diminuzione della velocità di salita con la quota se si
ammette che la dilatazione del pallone sia minore rispetto a un
altro tipo (pellicola più rigida, per esempio). Semplice
supposizione.
Fase E: fine della caduta piuttosto agitata,
forse a causa dei movimenti verticali dell'atmosfera a bassa quota.
Sotto i 4000m la velocità verticale tendeva verso zero
a più riprese.
Grazie a Claude F4UGF, Philippe F4GRT, Fréd F4BHY, Guy
F6EYG, Jean-Paul F1LVT, Robert F6EUZ, Fer IW1DTU e Roberto I1BAB
per le loro decodifiche e le loro informazioni.